Quando un Figlio non arriva

 

Per molte coppie concepire un figlio non è un obiettivo così scontato e facile da raggiungere.
La capacità  di concepire e diventare genitori molto spesso rappresenta un qualcosa di profondamente radicato nella definizione di femminilità  e mascolinità, nell'identificazione della propria identità  che spesso determina il significato dell'esistenza. La nascita dei figli rappresenta spesso uno dei fondamenti attorno a cui la coppia crea la propria relazione. La crisi nasce nel momento in cui la capacità  di generare un figlio viene meno.
La diagnosi di infertilità o l’incapacità di ottenere una gravidanza, pur in assenza di cause organiche apparenti, rappresenta un evento particolarmente traumatico, perché incide fortemente sulle aspettative della coppia e sociali. Proprio per questo le informazioni legate a tale esperienza, poiché fortemente dolorose rischiano di rimanere congelate e immagazzinate in maniera disfunzionale all’interno delle reti mnestiche della persona, generando ulteriore sofferenza e rappresentando un vero e proprio trauma per la coppia.
Affrontare inoltre, il problema dell’infertilità di per sé mette a dura prova la coppia. I percorsi di procreazione medico-assistita sono spesso lunghi e costellati da esami clinici, alcuni dei quali invasivi e costosi, stimolazioni ormonali, monitoraggi. Tutto questo sottopone, la donna in modo particolare, e la coppia ad uno stress psicofisico importante, ponendo il corpo, proprio per lo stress e la fatica esperita in condizioni psicofisiche non ideali per l’accoglimento di una nuova vita e per lo sviluppo di un legame sicuro con il futuro nascituro.
In quest’ottica, si colloca l’utilizzo di un protocollo EMDR specifico, come terapia elettiva per la cura non solo degli aspetti traumatici legati alle problematiche della fertilità, ma anche per tutti quegli avvenimenti e traumi “T” o “t” che sono legati al problema attuale e che possono in qualche modo incidere sulla possibilità di procreare, a causa dell’influenza che cognizioni disfunzionali possono avere sui livelli di stress e quindi sull’equilibrio neuroendocrino del soggetto.
Inoltre, l’EMDR, come già sperimentato e validato ampiamente dalla ricerca nei casi di patologie organiche, può contribuire notevolmente a ridurre l’impatto traumatico che la diagnosi di sterilità può esercitare sulla persona e sulla famiglia. Nonché, agire sul trauma e sull’impatto dello stress che le tecniche di procreazione medicalmente assistita comportano,  può favorire l’eventuale raggiungimento dell’obiettivo riproduttivo stesso.
L’obiettivo dell’intervento terapeutico con EMDR in ogni caso, non èsoloquello diottenere un concepimento ma di:

  • facilitare la risoluzione della crisi di infertilità;
  • allentare uno stato di tensione e di ansia che interferisce con la fertilità (Pasini, 1978);
  • contenere l'insorgere di situazioni di scompenso in soggetti con potenziale psicopatologia sottostante  (Bresnick, 1981);
  • identificare le situazioni a rischio, e arginare legami e stili di attaccamento insicuro con il futuro nascituro;
  • aiutare le coppie ad esplorare gli aspetti emotivi più profondi, a confrontarsi sul desiderio di avere un figlio e sul significato della frustrazione di questo desiderio (Bresnick, 1981);
  • ridurre l'impatto degli interventi medici e fisici che la coppia deve affrontare;
  • ridurre i sentimenti di ansia, solitudine e di perdita di controllo sulla situazione esperita dai pazienti;
  • fornire un prezioso aiuto nell'affrontare i trattamenti di fecondazione assistita e il loro eventuale fallimento.

    Emerge, quindi come sempre accade, che occuparsi di tutti gli aspetti che comportano un problema apparentemente organico, in questo caso quello della fertilità, facendo particolarmente attenzione allo stress esperito e al potere traumatico dell’esperienza, può creare quello spazio psicofisico necessario ed essenziale per accogliere una nuova vita.