Stress nei bambini - fattori di rischio e protezione

 

Per il terzo anno consecutivo l'Ordine degli Psicologi della Regione Pugile promuove il Progetto “Ottobre Mese del Benessere Psicologico in Puglia. Ascoltare, comprendere, prendersi cura di se: gli Psicologi promotori del Benessere”. L'iniziativa risponde al bisogno di diffondere la cultura del benessere psicologico e promuovere la professionalità dello psicologo nella regione Puglia. La centralità del ruolo dello psicologo è indiscutibile se si fa riferimento al concetto di salute, intesa come “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non alla semplice assenza di malattia. (OMS)”. Tutte le iniziative inerenti al “Mese del benessere”, quindi, hanno come finalità ultima quella di promuovere il radicamento sul territorio dello psicologo, categoria professionale che in Puglia conta quasi 4000 Iscritti. Per questa occasione con il patrocinio del Comune di Brindisi e dell'Associazione Emdr Italia, è stata organizzata una Conferenza Pubblica dal titolo, «Stress e trauma nei bambini e negli adolescenti. Fattori di rischio e di protezione. Si pensa che i bambini. tanto più Se Piccoli, “non capiscano” o siano meno sensibili degli adulti alle esperienze traumatiche I bambini e gli adolescenti sono più sensibili degli adulti e possono riportare conseguenze anche molto gravi e durature nell'aver vissuto o assistito a esperienze che la loro mente fatica ad elaborare.
Eventi stressanti e di natura violenta (es: morte di una persona cara, separazione dei genitori, malattia, violenza, ecc.) e una serie di microtraumi relazionali avvenuti nelle prime fasi dello sviluppo emotivo (separazioni precoci, carenza di sintonizzazione affettiva, umiliazioni) possono lasciare tracce molto profonde nella mente di un soggetto in età evolutiva. La relazione con il genitore riveste un ruolo decisivo nel ridimensionare o amplificare l'impatto che eventi di vita avversi possono avere sul bambino. Affinchè un bambino possa elaborare un'esperienza traumatica è fondamentale che ci sia un legame di attaccamento sicuro con il genitore. Quando questo non avviene, non solo il trauma resta non elaborato, producendo sintomi o comportamenti disfunzionali, ma può peggiorare ulteriormente la qualità dell'attaccamento. I bambini sono sanno chiedere aiuto da soli. Devono essere gli adulti vicini (genitori, inseganti, pediatri, ecc...) ad acorgersi della loro sofferenza.
Aspettare che il problema passi da solo è sbagliato. I bambini, come gli adulti devono essere aiutati a parlare di come si sono sentiti durante l'esperienza e di come si sentono dopo di essa. Il silenzio è un danno, non un aiuto! L'appello è rivolto innanzitutto ai genitori ma anche a inseganti, deucatori, assistenti sociali, psicologi, pediatri, neuropsichiatri, ostetrici, neonatologi e a tutte le figure professionali che hanno modo di incontrare i bambini e costituiscono quindi il primo osservatorio naturale della relazione madre/bambino cogliendo i primi seganli di disfunzioalità ancor prima che si manifesti nel mbambino un quadro sintomatologico conclamato. Nel corso della conferenza si affronteranno i temi: il trauma nei bambini, le conseguenze neuro biologiche e la sintomatologia; le figure di accudiemnto e la genitorialità come fonte di sicurezza e salute mentale; le manifestazioni di stress e di disagio nei bamb ini e negli adolescenti, come e quando intervenire; le esperienze di perdita, la malattia e l'ospedalizzazione, le separazioni; come comunicare e supportare nelle situazioni di crisi; metodologie di intervento: la terapia EMDR.

 

Articolo tratto da ART - Quotidiano di Lecce